L’edizione 2019

La prossima edizione della Fiera4passi si terrà in un solo fine settimana: dal 15 al 17 maggio 2019

presso il Parco di Sant’Artemio a Treviso.

venerdì 17 maggio 2019 – dalle 15 alle 22;

sabato 18 maggio 2019 – dalle ore 10 alle  23;

domenica 19 maggio 2019 – dalle 10 alle 20.

Il tema sarà: 

“Metti in circolo le idee: economie circolari, circoli e comunità” 

 

 

“Le cose non si cambiano combattendo l’esistente.

Per cambiare qualcosa, proponi un nuovo modello che renda quello esistente obsoleto”

Richard Buckminster Fuller

 

La 14a edizione della Fiera4passi (17-19 maggio 2019) svilupperà il tema “Metti in circolo le idee! Economie circolari, circoli e comunità“. Per capire più nel dettaglio cosa si intenda per “economia circolare”, abbiamo chiesto al direttore di Altreconomia, Pietro Raitano, di fornirci alcuni elementi di definizione di riflessione sul tema:

Per una definizione precisa di “economia circolare” ci si affida alla Ellen MacArthur Foundation (Emaf, https://www.ellenmacarthurfoundation.org/), nata su iniziativa della celebre velista nel 2010 con lo scopo di accelerare la transizione verso l’economia circolare. Dalla sua nascita si è imposta come think tank globale, capace di far comprendere l’economia circolare nelle agende dei principali “decision makers” economici, politici e accademici. Ecco la definizione di Emaf, oggi considerata tra le più accurate ed esaustive: “L’economia circolare è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. In altre parole, “l’economia circolare cerca di ricostruire il capitale, sia finanziario, produttivo, umano, sociale o naturale. Ciò assicura un maggior flusso di beni e servizi”. Un’economia circolare è dunque “riparativa e rigenerativa sin dalla progettazione, e mira a mantenere in ogni momento i prodotti, i componenti e i materiali al massimo utilizzo e valore. Il concetto differenzia tra cicli tecnici e biologici”.

Ovvero: “Un’economia circolare è un continuo ciclo di sviluppo positivo che preserva e valorizza il capitale naturale, ottimizza i rendimenti delle risorse e riduce al minimo i rischi di sistema gestendo azioni finite e flussi rinnovabili. Funziona efficacemente su ogni scala”. In un’economia circolare, il valore dei prodotti e dei materiali viene mantenuto il più a lungo possibile. Gli sprechi e l’uso delle risorse sono ridotti al minimo e quando un prodotto raggiunge la fine del suo ciclo di vita, viene nuovamente utilizzato per creare ulteriore valore. Ciò può portare importanti benefici economici, contribuendo all’innovazione, alla crescita e alla creazione di posti di lavoro.

4,5mila miliardi di dollari è il valore economico degli sprechi di risorse, capacità, cicli di vita e rifiuti nell’economia lineare tradizionale, che potrebbero essere recuperati attraverso l’economia circolare. Per l’Italia le stime dicono che l’applicazione di un piano di azione da qui al 2030 potrebbe portare fino a 45 miliardi di euro di ricchezza aggiuntiva e 100mila posti di lavoro in più.

“Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare. Affrontare tale questione sarebbe un modo di contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero, ma osserviamo che i progressi in questa direzione sono ancora molto scarsi”. Scriveva così papa Francesco, nella sua enciclica “Laudato si’”. Era la fine del maggio 2015 e il papa arrivava prima della Commissione europea, che solo a dicembre avrebbe varato il cosiddetto “pacchetto” sull’economia circolare dal titolo “Closing the loops”

La Commissione europea ha adottato questo ambizioso pacchetto di misure sull’economia circolare per aiutare le imprese e i consumatori europei a compiere la transizione verso un’economia più forte e più circolare, in cui le risorse siano utilizzate in modo più sostenibile.

Le azioni proposte, secondo le parole della Commissione, “contribuiranno a chiudere il cerchio del ciclo di vita dei prodotti, incrementando il riciclaggio e il riutilizzo e arrecando vantaggi sia all’ambiente che all’economia. I piani mirano a fare il massimo uso di tutte le materie prime, i prodotti e i rifiuti e a ricavarne il massimo valore, favorendo i risparmi energetici e riducendo le emissioni di gas a effetto serra”.

Le proposte della Commissione riguardano l’intero ciclo di vita dei prodotti: dalla produzione e dal consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. La transizione sarà sostenuta finanziariamente dai Fondi strutturali e d’investimento europei, che comprendono 5,5 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti. Inoltre, sarà fornito un sostegno di 650 milioni di euro nell’ambito di Orizzonte 2020 (il programma di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione) e da investimenti nell’economia circolare a livello nazionale.

 In questo scenario vorremmo aggiungere uno spunto ulteriore di riflessione . La Fiera4passi ha da sempre cercato di creare possibili sinergie tra le pratiche di equità sociale e sostenibilità ambientale. Per questo il tema dell’ ”Economia Circolare” sarà anche esteso al coinvolgimento della società civile, dell’associazionismo, del volontariato (da qui l’allargamento del tema a “circoli e comunità”) come motori possibili di un cambio di paradigma economico che metta al centro la relazione tra cittadini tra di loro e con realtà produttive, istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore. In questo senso porteremo in Fiera un’economia che, come da definizione dell’Emaf cerchi di ricostruire “il capitale, sia finanziario, produttivo, umano, sociale o naturale”. In tale prospettiva vorremo anche perlustrare i legami tra Economia Circolare ed esempi virtuosi di impegno civile e di economia solidale.